5 buoni propositi : per tutti quelli che pensano di diventare scrittori

di Davide Calì 01 mar 2017 Magazine
Illustrazione di Roberta Terracchio
  Illustrazione di Roberta Terracchio

Quando Roberta Terracchio mi ha chiesto 5 buoni propositi dello scrittore, pensavo volesse una cosa divertente, come elencare 5 buoni propositi per l’anno nuovo, di quelli che ti riprometti di rispettare e che poi inevitabilmente dimentichi dopo una settimana, del tipo: mangiare meno cioccolato, iscriversi in palestra o postare meno foto di gattini.

Invece no, è una cosa seria.

Volete 5 buoni consigli per chi comincia a scrivere!

Sono un po’ perplesso… Non avete pensato di chiederli a uno scrittore?
Io di scrittura non so poi un granché. Sono un fumettista, prestato ai libri per bambini.

Poi ho messo da parte il disegnare ed è andata a finire che tutti mi chiamano scrittore.

Ma insomma, è un fatto involontario. Anche se è vero: scrivo parecchio.

Ed è anche vero che negli anni ho tenuto (e tengo ancora) molti workshop di scrittura, ma chi li frequenta può testimoniare che non ho mai avuto la presunzione di insegnare a scrivere a nessuno.
Credo anzi che non sia possibile.
Però è possibile imparare, questo sì.

Il massimo che posso fare quindi, per rispondere alla vostra richiesta, è di condividere un paio di cose che ho imparato.

  

1 - Un consiglio per scrivere? Scrivete!

Sembra banale, ma tanti, tra quelli che vogliono scrivere, non lo fanno affatto. Di solito aspettano di avere in testa un’idea completa per qualcosa e per farsela venire aspettano il momento giusto.

La frase che sento ripetere più spesso è: aspetto di avere del tempo.

In realtà, il tempo non esiste. Non lo dico io, lo dicono i fisici.

Per cui se pensate di non avere il tempo di scrivere secondo me è inutile cercarlo, non lo troverete mai. Non dico che un week end di riposo e concentrazione non aiuti la scrittura o che prendersi un part-time per scrivere un romanzo non sia una buona soluzione, ma non credo che sia fondamentale un tempo e un luogo speciale per scrivere o comunque per pensare a scrivere. 

La scrittura è una dimensione mentale, in cui bisogna semplicemente imparare ad entrare e uscire, indipendentemente da quello che ci capita intorno.

Ma di base occorre motivazione. Io scrivo, perché ho voglia di scrivere o perché devo (perché ho già firmato dei contratti) e dove e quando non è un dettaglio importante. Perlopiù lo faccio negli aeroporti, nella hall degli hotel o in treno. Certe volte in un quarto d’ora riesco a scrivere la storia per un album illustrato, ma non sempre mi viene in mente tutta la storia. Ecco perché dico che per scrivere bisogna semplicemente scrivere.

Quindi, ogni volta che avete qualcosa in mente buttatelo giù. Non aspettate di avere tutta la storia. Appuntatevi quello che avete. Il solo gesto di scrivere, vi farà venire altre idee e porterà la storia un pochino più avanti di dove pensavate di arrivare. 

2 - E leggete!

Anche questo può sembrare un consiglio banale ma spesso, bizzarramente, chi scrive non legge.

Io non credo molto nell’amore a senso unico. Non capisco come si possa amare la scrittura senza amare la lettura. Penso che chi scrive poesie dovrebbe leggerne, chi scrive canzoni e suona dovrebbe ascoltare musica. Può esistere un cuoco che non ami mangiare? Io credo di no.

Penso che sia fondamentale consumare prima di produrre.

E’ anche una questione di sostenere il mercato nel quale pensi di voler entrare. Bisogna comprare libri. Qualche volta sento dire: ma i libri sono cari! Ma se noi che speriamo di vivere di questo lavoro non siamo i primi a comprare libri, come possiamo pensare che lo facciano gli altri? 

3 - Studiate i cataloghi, studiate il mercato

Una delle cose che ho imparato è che oltre allo scrivere e disegnare, ci sono molte cose, meno piacevoli e meno direttamente implicate con il processo creativo, che però fanno altrettanto parte del mestiere creativo. 

Per pubblicare e vivere di questo lavoro bisogna studiare un po’ di diritto per capire i contratti, districarsi con la contabilità, lavorare sulla promozione del proprio lavoro, imparare a pianificare la lavorazione dei propri progetti.

E poi studiare. Quelli che storcono di più il naso quando lo dico sono i miei studenti. Loro di solito pensano di smettere di studiare una volta finita la scuola, ma la verità è che di studiare non si smette – o non si dovrebbe smettere – mai.

In questo lavoro, come in natura, non ce la fa il più bravo, ma il più adatto. Per questo bisogna conoscere il mercato, studiare i cataloghi degli editori. Non si può spedire manoscritti in giro a caso. Lo fa la maggior parte delle persone e questo è uno dei motivi per cui gli editori non leggono quasi niente e raramente rispondono. 

4 – Postate meno foto di gattini

E di cagnolini. E di quello che mangiate al ristorante, e di quello che cucinate.

E meno post dei vostri piedi. Il mondo può vivere senza.


5 – Vivete

Per avere qualcosa da raccontare, bisogna vivere, viaggiare, appassionarsi, fare cose nuove.

Spesso mi capita di incontrare persone ai corsi che si sforzano di cercare delle storie da raccontare e non si rendono conto di averne già un sacco. Una delle difficoltà, delle tante, dello scrivere è anche questa: capire che cosa è una storia.

Ma anche qui, penso che l’aiuto più importante possa darvelo, ancor una volta, la lettura.

Più leggete e più vi renderete conto di cosa si può scrivere.

Davide Calì

Foto di Davide Calì

Davide Calì, art director, fumettista, illustratore e autore per bambini. I suoi libri sono pubblicati in Francia, Italia, Portogallo, USA e Canada. I suoi libri sono tradotti in una trentina di paesi e hanno vinto vari premi in Francia, Belgio, Spagna, Svizzera, Germania. Dal 2016 è chitarrista nel gruppo dei Bacon Brothers, portando il loro spettacolo in giro per la Francia.

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