Il mestiere di concept artist - Intervista a Mirko Failoni

di Andrea Alemanno 16 mag 2016 Magazine Interviste
Il mestiere di concept artist - Intervista a Mirko Failoni

Da tempo avevo intenzione di scrivere un nuovo articolo su un artista, ma ammetto che tra l’imbarazzo della scelta, gli impegni e gli imprevisti, ho sempre procrastinato.

Avevo intenzione di parlare di Tony Diterlizzi, ma mi sarebbe piaciuto parlare anche di concept art, un mondo che mi ha fatto amare il mestiere “dei disegnini”.  

Tra CGHUB e Conceptart.org ho veramente consumato il mouse. All’epoca poi guardavo i selezionati dello Spectrum, tra blog e annunci vari, come se fosse la notte degli Oscar.

Qualche tempo fa, in uno sprazzo di coraggio e scelleratezza, ho deciso di parteciparci.
Ovviamente non ho avuto successo, ma tra i responsi scopro che uno lo conoscevo! È italianissimo, e no, non è Paolo Barbieri! Tony Diterlizzi, sarà per la prossima. Scusa.

Ho avuto il piacere di incontrarlo su un treno un paio di anni fa al ritorno della fiera del libro di Bologna. Mi colpì subito perché fu l’unico a notare una citazione di un concept artist che seguivo sul primo albo illustrato che disegnai.

Ritrovarlo tra i nominati nello Spectrum è stato un piacere. Bravo a dir poco, provare per credere!

 Lui è Mirko Failoni e ha accettato di rispondere a qualche domanda.

 

 

Ciao Mirko, parlaci un po' di te e del tuo mestiere: concept artist. 
Di dove sei e quanti anni hai?

Ciao Andrea! Di dove sono...difficile dirlo, nel senso che ho origini romane, ma poi tra una cosa e l'altra ho vissuto tra Como e Milano e ora sono tornato in quel della capitale, per lavoro! Anni, compiuti 28 poco fa!

 

La tua giornata tipo è differente da quella di illustratore?

Sì e no. Il principio penso sia lo stesso, di quando si lavora intendo. 
Solo che, per farla breve, la concept art è più funzionale ad uno scopo di produzione, quindi a definire un ambiente, un personaggio, un asset insomma, di un gioco­videogioco­film etc., mentre quando si lavora ad un'illustrazione, diciamo, è l'immagine stessa il fine. Questo è ovviamente un principio generalissimo...

 

 Cosa vuol dire essere concept artist?

 Uhm, difficile dirlo in maniera univoca. Diciamo che potremmo definire un concept artist un visualizzatore di concetti, nella mia ottica. Quando qualcuno ha in mente un concetto di qualcosa, che sia un personaggio, un ambiente, una scena, il nostro compito è far sì che esso prenda forma, che venga visualizzato coerentemente con la richiesta e nel miglior modo possibile, pur restando in tempi ragionevoli.

 

 

In Italia pensandoci non ci sono grandi produzioni e solo da qualche anno le scuole si stanno muovendo in questo senso.Come ti sei ritrovato in questo settore? 

­Hai ragione purtroppo!Le scuole non sono molte, si stanno sviluppando molto negli ultimissimi anni, quando ho cominciato io qualche anno fa ancora meno e poca produzione (anche se ci stiamo lavorando). Però ci sono un'infinità di risorse online che, volendo, possono far crescere molto, con l'aiuto di qualche feedback esterno. Io ho fatto così. All'inizio volevo fare il fumettista, tra i miei miti c'era Djurdjevic, concept artist "prestato" al fumetto. Grazie a lui scoprii che esisteva un mondo vastissimo dietro questa "concept art", scoprendo una valanga di concept artist ed illustratori bravissimi.

Cambiai idea e decisi di seguire la passione prima della mia vita, i videogames, da un punto di vista visivo e professionale.

Entrai in un gruppo chiuso sulla concept art italianissimo su Facebook, su cui conobbi tanti bravissimi artisti (tra i quali Antonio DeLuca, Christian "Steve" Scampini, Paolo Rotelli, Oscar Cafaro e tanti altri, alcuni dei quali ancora non così conosciuti ai tempi che furono) che mi spronarono, con le loro parole e/o i loro lavori, a crederci.

Cominciai a studiare, "da autodidatta" come si suol dire, avvalendomi dei feedback di bravi artisti disponibili.
Tra mille peripezie, ho intrapreso quella strada, e in qualche modo ce l'ho fatta a farne il mio lavoro, oltre che la mia vita (in senso più lato), col tempo.

 

Essere stato selezionato allo Spectrum ha cambiato qualcosa per ora? 

­A parte tre collegamenti su LinkedIn di gente sconosciuta? Finora no...Ahahah! Anzi, sì, mercoledì 4 parto per New York per la cerimonia di premiazione, ma non so se sia effettivamente un cambiamento professionle, ecco. Poi chissà, magari qualche contatto che mi sarà utile professionalmente! (Speriamo)
A livello personale, invece, ha cambiato la mia percezione delle "possibilità". Diciamo che è stato un segnale che mi serviva per spronarmi ad avere un approccio più possibilista a tutto.
Questo perchè

se qualcuno mi avesse detto: "Pensi di poter essere nominato agli Awards di Spectrum tra i 5 migliori pezzi di concept art?" gli avrei come minimo riso in faccia

 

soprattutto a fronte del fatto che, se non fosse stato per la mia ragazza, Ariel, io a Spectrum non avrei mandato mai nulla. Figuriamoci quanto ci credevo, ecco.
In realtà ogni tanto non so tuttora se crederci e sospetto sia uno scherzo cattivissimo!

 

Quali sono le basi tecniche che deve avere un c.a.?

Ce ne sono tantissime e possono variare da persona a persona, a seconda delle specializzazioni di ognuno. In generale non troppo diverse da un illustratore, quindi ti direi le classiche (anatomia, prospettiva, luce, composizione, mood etc.), condite con un senso del design e con una base di conoscenza delle meccaniche produttive che poi andranno messe in gioco più avanti nella catena di produzione.
Ah, altra cosa: la voglia di rifare o correggere X volte qualcosa finchè non viene accettata. (E quella di non dare risposte banali quando si risponde ad un'intervista è un optional utile...questa se vuoi puoi tagliarla)

 

 

Cosa consigli a chi si vuole affacciare a questo Mondo? 

Studiate. Trovate il modo di amare alla follia lo studio, perchè c'è talmente tanta roba da imparare e per così tanto tempo, e sono talmente ampi i margini di miglioramento in tutti questi campi (anche se è difficile rendersene conto), che senza l'amore per lo studio penso non si possa andare da nessuna parte, ci si stanca molto prima.

 Non è MAI abbastanza, mai.
Io non vedo l'ora di prendermi delle vacanze per fare una full immersion.

 

Infine, hai un sito o una gallery dove poter ammirare i tuoi lavori?

 

­Certo! E' appena andato online il mio sito: 

www.mirkofailoni.com/

 Ho una pagina facebook:

 www.facebook.com/MirkoFailoniArt

 e una su Artstation:

 www.artstation.com/artist/mirkodocfile

 

Spero tanto di non aver annoiato! Ti ringrazio e buon lavoro!

Grazie a te Andrea, allo staff di aduntratto.com, ed a tutti quelli che hanno avuto la voglia di leggere fin qui! Abbraccioni a todos!

Andrea Alemanno

Foto di Andrea Alemanno

Andrea o meglio Andreo, perché essendo maschio deve finire per "O". Nomade da sempre e disegnatore dall'alba dei tempi. Da qualche anno anche illustratore. Amante di giochi, fumetti, libri e carta anche se disegna in digitale e ha paura dell'acrilico.

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