Tutti i colori di Cappuccetto Rosso #1 : Chiara Carrer

di Roberta Terracchio 02 dic 2015 Magazine Recensioni
Tutti i colori di Cappuccetto Rosso #1 : Chiara Carrer

Nero, rosso, bianco e color panna questi sono i soli colori utilizzati da Chiara Carrer per la sua Cappuccetto Rosso in La bambina e il lupo.

Possono sembrare tra i colori più banali eppure, Chiara Carrer, con questi colori essenziali ed evocativi riesce a riflettere la vera atmosfera del racconto orale.

"I colori che ho scelto sono colori che hanno un senso arcaico, molto potenti dal punto di vista di significato. Sono colori primari nel senso simbolico. Rappresentano la luce, le tenebre, il sangue. Pertanto sono i colori ideali". C. Carrer

Il testo che lei intepreta con i suoi disegni non è tra i più conosciuti tra le versioni di Capuccetto Rosso, ma è la versione orale resa nota da Paul Delarue nel '900; uno dei maggiori studiosi di folklore che condusse studi molto approfonditi sulle tradizioni orali francesi.

Fonte: La bambina e il lupo Chiara Carrer 
Ed. Topipittori   "La bambina e il lupo" Chiara Carrer Ed. Topipittori

La sua bambina, dal color panna accennata a matita, identifica perfettamente la figura che il racconto orale voleva trasmettere: una bambina come tante, senza alcuna identificazione, senza nome, nel quale ogni bambino possa identificarsi, elemento che Perrault modificherà totalmente aggiungendo il famoso cappuccio rosso, che rappresenterà per sempre la bambina.

La Carrer sceglie un colore neutro, quasi identificabile, che rimane intatto per tutto il corso del libro, come se la bambina e il suo animo rimanesserò integri difronte la presenza del lupo.

Il rosso invece, colore che nelle versioni più recenti simboleggia Cappuccetto Rosso, in queste pagine raffigura il lupo; essere a due zampe dalle sembianze quasi diaboliche, che solo nell’ultima scena, quando ormai la bambina è in casa sana e salva, si trasforma in un ombra nera ormai sconfitta.

Unica e poetica la semplicità utilizzata dalla Carrer nell’illustrare la scena di cannibalismo, forte e cruenta, presente nel testo di Delarue.

Il racconto, infatti, si distingue dal testo conosciuto per alcune sostanziali differenze. La scoperta più importante è la rivelazione che nella tradizione orale il cappuccio rosso, o il colore rosso, è del tutto assente. Nella tradizione orale, inoltre, è presente una scena di cannibalismo dove cappuccetto rosso mangia la nonna dopo che il lupo gliela offre spacciandola per carne e vino.

I colori, in questo caso, sono fondamentali: una luce rosso fuoco si riflette nel tavolo; il rosso non tange però la bambina che resta color panna,rimanendo innocente nonostante l’evento, e sullo sfondo il gatto nero.

"Il progetto per me è fondamentale e non lo considero un lavoro solo di istinto ed emozioni, ma di pensieri e ragionamento nella scelta della tavolozza, del segno e della tecnica."C. Carrer

Essenziale e unico il modo in cui Chaira Carrer rappresenta la scena del letto, una delle scene più rappresentate e importanti nella storia di Cappuccetto Rosso.

Nonostante Delarue non parli di abuso sessuale, né di divoramento, la Carrer decide di rendere visibile la crudeltà del lupo mostrando nella scena gli occhi terrorizzati della bambina, mentre il
lupo poco visibile è a letto accanto a lei. La scena è visibile solo da un piccolo spiraglio tra due pareti nere, come se l’autrice non volesse mostrarla del tutto e lasciasse all’immaginazione del lettore le atrocità possibili.  
Nonostante questo tipo di scene, l’atmosfera del libro è leggera e infantile, non c’è la tragicità di cui parla la storia, ma ritroviamo la furbizia e il coraggio della bambina.

La bambina, come questa storia vuole, inganna il lupo, apre la porta e fugge; nelle illustrazioni torna la luce,  la giustizia e il bianco tornano a riempire il foglio.

 

Roberta Terracchio

Foto di Roberta Terracchio

Aspirante illustratrice, sognatrice, dolce, ama i fogli bianchi, disegnare di getto e le amicizie vere. Come quella tra lei e la sua matita. Amiche da sempre, insieme vivono mille avventure. Ed è anche la fondatrice di IDAMM (io disegno a modo mio).

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