l'Amore al tempo dei fascicoli

di Andrea Alemanno 04 nov 2015 Magazine
Illustrazione di Paul Bonner
  Illustrazione di Paul Bonner

Oggi senza Web, Pinterest, Behance, Adobe Kuler non si riesce a vivere.

Ma c’era un tempo in cui si poteva comunque fare tutto ciò che si voleva.

Avevamo il Gameboy e si giocava insieme senza essere Mmporg, si poteva prendere un biglietto per il Costarica, trovare la via della festa in maschera con Tuttocittà, i troll erano mostri sotto i ponti e per innamorarti dovevi uscire di casa.

All’epoca vivevo a Lecce e ricordo questa immensa edicola, almeno per me che ero alto un metro e una Vigorsol, dove sulla parete c’erano decine e decine di fascicoli, fumetti, manga, riviste e ogni genere di collana editoriale.

In quegli scaffali trovai il numero 38 di Dragon Ball che fu la mia iniziazione ai manga, i fumetti a colori di Street Fighter e Mutant Chronicles (chissà se in quel bailamme c’era anche la Storia Ancestrale, chissà).

Mutant Chronicles era un gioco di miniature che in Italia negli anni 90 venne conosciuto grazie alla Hobby & Works (H&W) nella collana “Collezionare e dipingere Miniature”.

Il gioco di per se non mi piacque troppo ma le illustrazioni erano qualcosa di veramente diverso da quello che fino a quel momento mi piaceva (Cavalieri dello zodiaco e Ken il guerriero ndr).

Ovviamente in Italia quasi nessuno lo conosce.

Il suo nome nonostante sia stato affiancato a grandi pilastri del settore ludico in scatola, di ruolo o in miniatura, non dice nulla ai più.

Paul Bonner

Riesco a sentire il vostro silenzio.

Le sue copertine sono comparse in giochi come Lupo Solitario, D&D, Shadowrun, Mutant Chronicles e molti altri.

Lo stile, che poi avrei associato allo stile figurativo americano, era impressionante.

I visi e i corpi quasi come caricature ma con un realismo accademico e una tecnica eccelsa in un gioco di volumi e colori.
Le sue opere presentano un grande studio della composizione e dei volumi tutto finalizzato ad una immagine che raramente sfiora l’epicità in stile tolkeniano o alla Dungeon And Dragons a favore di una narrazione dinamica ma in qualche modo plausibile.

Per me quello stile fu una ventata di freschezza in un fantasy governato dal digitale e un iperrealismo fine a se stesso e decisamente troppo scontato.

 

Gli anni poi passarono e senza volerlo lo riscoprii  in un altro gioco di miniature: Confrontation della ormai defunta Rackham.

 

 

Se da piccolo mi sconvolse, ora ero completamente esterefatto perché dalla semplice passione che mi  travolgeva (ore e ore a giocare di ruolo) ormai avevo anche iniziato a studiare arte e illustrazione.

Lo stile fantasy che scelse per il gioco era ricco e preciso. Le varie fazioni erano state sapientamente descritte. Dalle “tigri di Dirz” ai lupi “Wolfen” o agli orchi.

Tra quelle immagini ci fu anche Cadwallon Goblin che gli valse nel 2005 il premio Spectrum (giusto per ricordare che fare cosine fantasy non è scontato).

Per anni, grazie ad internet, ho saccheggiato ogni immagine possibile.

E poi su internet scoprii il suo artbook.
Inutile dire che lo presi subito.
Il mio primo libro comprato dall’America.

E dentro trovai anche le sue illustrazioni per un altro gioco: Drachar och Demoner, un gdr stile D&D di origine svedese e anche lì la mia bocca si spalancò ancor di più.

Ad oggi le sue illustrazioni sono sempre nelle mie reference per cercare nuovi spunti e ispirazioni e non oso immaginare quale capolavoro riuscirà a fare per il prossimo gioco che per caso troverò a Lucca (notarella a margine: Paul fu presente nel 2004 come Guest of Honor a Lucca Comics and Games).

Per fortuna oggi trovarlo in rete è più facile e quando pubblica qualche articolo su come lavora, mi sembra giusto segnalarlo.
Quindi…
Il suo contributo su Muddy Colors del 2011:

L'Artbook di Paul Bonner

La pagina Facebook di Paul Bonner

Buona visione.

 

Andrea Alemanno

Foto di Andrea Alemanno

Andrea o meglio Andreo, perché essendo maschio deve finire per "O". Nomade da sempre e disegnatore dall'alba dei tempi. Da qualche anno anche illustratore. Amante di giochi, fumetti, libri e carta anche se disegna in digitale e ha paura dell'acrilico.

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